Il catering secondo noi: la crudité interattiva

Kitchen Wishes alle prese con le verdure crude, tra invenzione, gioco e condivisione 
 
 
Da buon toscano, nato e cresciuto a Firenze, adoro il concetto di pinzimonio: l’esplosione di gusto e freschezza creata dall’assaggio di verdure appena tagliate e intinte in varie salsine riattiva il sorriso, rianima lo spirito, fa bene all’umore.
I colori delle verdure fresche sono arte, il modo di affettarle e disporle nel piatto crea paesaggi e sculture, la scelta della salsa di accompagnamento può far esplodere nuove, impreviste sinfonie gustative.
 
 
I ragazzi di Kitchen Wishes si sono dedicati al variopinto mondo della verdura cruda grazie agli esperimenti fatti da Giulia, la nostra chef, presso la Libreria Brac di Firenze (punto di riferimento in città per la cucina vegetariana innovativa), e lo hanno inserito nel loro progetto di catering creativo.
 
L’intenzione di partenza era semplice: servire un’insalata gustosa, da mangiarsi con le mani. 
L’invenzione che ne è derivata è la ricetta che non c’è di oggi: la crudité speciale di Kitchen Wishes.
Verdure composte come un concerto, o un dipinto, mutevole a seconda delle stagioni, dei tagli e delle consistenze. Una sorta di mandala che rappresenta chi lo compone: la creazione infatti non spetta al cuoco, ma all’avventore.
 
 
Da qui all’idea di una vera e propria live cooking performance interattiva il passo è stato breve: nei nostri catering proponiamo come parte del finger food un banco dedicato appositamente alla crudité. Le verdure vengono tagliate e disposte come isole, piccoli mondi colorati, di fronte agli ospiti, che possono scegliere se ricevere una composizione già predisposta ed esclusiva o, in alternativa, comporre il proprio piatto a piacere. Anche i piatti avranno forme e colori diversi, permettendo agli avventori di costruirsi il proprio evento-installazione personale.
 
 
Le variabili possono aumentare a piacimento, moltiplicando le salse, i tipi di verdura, la scelta dei piatti. I bambini, soprattutto, troveranno entusiasmante la possibilità di scegliere, comporre, creare. In una parola, di giocare con l’opera-cibo prima di nutrirsene.
 
 
L’unico domanda che rimane è: ma a questo punto, a cosa serve uno chef?
Il cuoco, qui, ha il ruolo di legare gli ingredienti: è il direttore d’orchestra che rende armonioso l’intervento del peperone baritono, del cipollotto tenore , della carota soprano, facendoli suonare insieme come una cosa sola. 
La bacchetta del direttore d’orchestra, per Kitchen Wishes, è la gustosa e semplicissima salsa speciale creata da Giulia:
 
 
Hummus kitchen wishes
 
 
Ingredienti
500 gr. di ceci lessi
Il succo di 2 lime
Uno spicchio d’aglio
Mezzo cucchiaino di cumino
Un peperoncino fresco
Due barbabietole lesse
Un bicchierino d’olio
Sale q.b.
 
 
Preparazione
Strofinare i ceci a mollo in acqua per togliere la buccia.
Frullare tutti gli ingredienti freddi. 
Servire in una ciotola con una manciata di sesamo tostato e una spruzzata di lime.
Immergetevi le verdure crude e… giocate!
 
 
PS: i nostri genitori ci dicevano sempre di non giocare col cibo.
Si sbagliavano: il gioco è un atto d’amore, e giocare col cibo è il modo migliore per amarlo.
 
Let’s play with food!

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