Cibo e Musica
Musiche speciali per cene speciali
Quando si parla di abbinamenti, in cucina, normalmente si parla di vino.
Ma abbinare è un concetto molto più ampio: si può abbinare un piatto a un libro, un vino a un
paesaggio, un ballo a una pietanza, un gioco a una bevanda.
Questa volta parleremo di musica, passione che accomuna tutti noi di Kitchen Wishes.
Musica e cibo.
O anche: musica, cibo e vino.
Come abbinare tutti i vari elementi sensoriali per ottenere un’esperienza completa?
I sensi sono cinque e una buona cena ne mette in gioco almeno tre: il gusto, l’odorato e la vista.
Anche il tatto in molti casi viene coinvolto, ma il grande assente, in cucina, è normalmente l’udito.
Non siamo certo i primi a parlarne: ci sono fior di testi che si occupano di questa connessione,
creando, per esempio, un collegamento sensoriale tra suoni acuti e sapori dolci o tra frequenze basse
e sapori amari. Ne consegue, immagino, che la voce di Mika sia perfetta con il tiramisù, mentre
Mark Lanegan vada abbinato al fegato alla veneziana…
I sacri testi ci dicono anche altro: per esempio che il cibo etnico offre la migliore delle emozioni se
connesso con musiche del luogo di provenienza.
Non posso che concordare: per gustare le pregiate ostriche irlandesi di Galway, niente di meglio che
abbinarle con una pinta di Guinness, con l’accompagnamento dello sghembo coro da marinai
ubriachi del sublime “Rum, Sodomy and the Lash” dei Pogues.
Dimenticate lo champagne e fidatevi: è un moatrimonio semplicemente perfetto.
Pensando alla musica etnica, come non citare i cevapcici, un’istituzione dei paesi dell’ex-Jugoslavia:
salsicce di agnello e maiale speziate, servite con cipolla bianca e/o salsa di peperoni.
Con questa vivanda non molto raffinata ma potentissima, cosa meglio dello sfrenato folk-punk
balcanico dei Gogol Bordello?
Ma la connessione etnica è solo la più ovvia delle varianti possibili:
Mike Patton, leader dei Faith No More, ha pubblicato a fine anni ’90 il cd “Pranzo oltranzista“, in
cui ha musicato le ricette improbabili proposte dai futuristi italiani.
Ricette immangiabili e musica, va detto, pressoché inascoltabile: un progetto perfettamente
coerente.
Cambiando atmosfera, passiamo alla musica gothic: il risotto al nero di seppia, piatto nero per
eccellenza, ha avuto come cuoco padrino un allampanato Blixa Bargeld, leader dei cupi berlinesi
Einsturzende Neubauten, che con grande senso dell’umorismo si è improvvisato cuoco in un
divertente video che vi consigliamo di cercare on line.
Le possibilità sono infinite e assai soggettive: in una cena di qualche giorno fa ho abbinato la voce
crepuscolare di Nick Cave (“Push the sky away“) con un “Re Nero“, merlot 100% di Gualdo del Re,
azienda vinicola prestigiosa della zona di Suvereto, il tutto servito con delle quaglie all’alloro
ripiene di prugne e mele. Ne ho ottenuto un piacere perfetto: la voce profonda del “Re Inchiostro” si
è unita al gusto del “Re Nero” per potenziare il piacere della cacciagione.
Ma basta con le proteine animali: i vegetariani potranno senz’altro apprezzare un piatto a base di
ricotta, peperoni e cioccolato (una ricetta di Kitchen Wishes presentata all’evento “Momenti“),
legandolo alla voce di Thom Yorke dei Radiohead, mentre i vegani più convinti troveranno
prestigiosi alleati in musica, dal Morrissey di “Meat is Murder” alla bostoniana Amanda Palmer:
l’abbinamento può anche essere concettuale, anziché gustativo.
Troppo facile, infine, ma inevitabile unire la voce rauca del Tom Waits di “Singapore” a un piatto di
noodles take-away recuperati in una bettola perduta in un orientale “downtown” della grande
metropoli asiatica, o immaginare tartare di carne cruda come accompagnamento ideale alle bordate
metal degli Slayer, che peraltro producono in prima persona un ottimo vino californiano…
Ma questa era solo l’introduzione alla “ricetta che non c’è” della settimana prossima, in cui mi farò
da parte, lasciando spazio al creatore di suoni professionista di Kitchen Wishes, il dj Michael Byrne, grande alchimista di rumori e atmosfere musicali sghembe, appassionato di musica elettronica, vinili e atmosfere vintage. Insieme a lui, che cogliamo l’occasione per presentare, e alla
nostra chef multicolore, Giulia, prepareremo un menu possibile, in cui gli abbinamenti tra cibo e
musica si sposeranno alla perfezione: non mancate!


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