La ricetta che non c'è

Tanti siti pubblicano ricette, descrivendo punto per punto le dosi, gli ingredienti, la procedura.
Noi non ci riusciamo, soprattutto perché non vogliamo riuscirci.
Per Kitchen Wishes non è possibile separare la singola ricetta, il singolo piatto dal contesto: il pasto

è condivisione, incontro, emozione. Performance.

Una cena, un evento, un matrimonio è un insieme di musica, persone, odori, paesaggi: per noi la

ricetta dovrebbe prevedere tutto questo.

Per esempio: prendi 700 kg di persone (circa una decina...), aggiungi musica indie rock q.b., un
pizzico di magia all'ora del tramonto, una spruzzata di prati in fiore. 
Le nostre ricette potrebbero essere qualcosa del genere. 
Oppure possono addirittura non esserci: la ricetta la fate voi, noi vi raccontiamo la sensazione da

 ottenere, e voi ci mandate la vostra idea, ci raccontate cosa vi ha suggerito il nostro spunto.

Kitchen Wishes, con questa nuova rubrica settimanale, cercherà di raccontare e ricevere racconti di
esperimenti, esplorazioni ardite nel mondo delle possibilità creative che può offrire un evento, un
catering, una cena tra amici, un matrimonio.
Buon viaggio e benvenuti alla "ricetta che non c'è"!

 

 

Entries in musica per eventi (4)

martedì
gen222019

Le merende musicali di Kitchen Wishes: Veronique Nah, la voce dell’anima

Resoconto della giornata sonora del 13 gennaio e intervista alla poliedrica artista toscana Veronique Nah.
 
Domenica 13 gennaio il nido di Kitchen Wishes, la factory-cucina di Scandicci che ci fa da quartier generale, tana e oasi creativa, è diventato per un giorno un palco intimo e caldo, che ha ospitato un duo artistico d’eccezione: il valentissimo chitarrista Guido Masi e la cantante, performer e attrice Veronique Nah.
 
L’idea? Un catering sensoriale unito a un concerto. Una merenda sonora.
 
Rimescolare musica e degustazione connettendo sapori a suoni… come sempre, in pieno stile Kitchen Wishes.
 
Un pomeriggio tra assaggi e melodie
 
Per un’idea del genere, ci vogliono pochi ma azzeccati ingredienti: il gruppo di KW, con Elena e Giulia a creare magie tra le pentole, è solo uno di questi.
  
Ci vogliono musicisti pronti a giocare con le sensazioni, a creare empatia, a diventare tutt’uno con il pubblico.
 
Ci vuole, infine, il pubblico. Siete arrivati in tanti, attenti e curiosi, aperti e cordiali.
 
Veronique ha rotto la “quarta parete”, facendo varie domande e portando le persone anche a raccontare anche qualcosa di sé.
 
Vi siete tutti prestati al gioco, diventando per un momento una cosa sola con i musicisti e con tutti noi.
 
Sapori musicali
 
Il piccolo menu della merenda è stato attentamente collegato a dei precisi momenti della scaletta musicale: il brano "Natural Mystic" ha visto l’entrata in scena di una profumata tisana con ginger, cannella, anice stellato, cardamomo, scorza di limone, scorza d’arancia e timo.
 
Il solare, caldo brano “Sun is shining” si è collegato naturalmente alla Zuppa Luminosa di Kitchen Wishes: una speziata zuppa di lenticchie con una polpettina di riso ripiena di cocco. Il sole splende, i sapori esplodono!
 
Per finire, il dolce, che arriva subito dopo una splendida frase del “Rastaman Chant”, cantato da Veronique solo sui battimani del pubblico, “One bright morning when my work is over I’ll fly away home”.
 
E per volare a casa, cosa meglio di un sapore dolce ed esotico? Ecco arrivare una mousse di cioccolata bianca con carambola, impreziosito da uno spiedino di daikon e ananas.
 
Mentre la dolcezza ci pervade, Veronique saluta il pubblico con l’unica canzone in italiano, la vellutata “Come saprei” di Giorgia.
 
Grazie a tutti, a Guido e Veronique che ci hanno portato in un posto bellissimo con la loro musica e a chi ci ha aiutato a realizzare questa giornata, a cui ne seguiranno presto altre: altri “momenti squisiti”, come ci piace dire!
 
INTERVISTA A VERONIQUE NAH
 
Non ci siamo fatti scappare l’occasione per fare due chiacchiare con Veronique, un’artista completa che spazia dal jazz al teatro, dal rock all’intrattenimento con un amore speciale per Bob Marley.
 
Ciao Veronique. Prima di tutto complimenti per il concerto! Hai un'impostazione vocale e scenica molto intensa e particolare. Quali sono i tuoi artisti di riferimento e la tua formazione?
 
Grazie per i complimenti, mi sono davvero divertita!
 
Vengo da 33 anni di teatro, 11 anni di pianoforte classico, 3 anni di tecnica vocale e master class di jazz, 1 anno di piano jazz,e 1 anno di flauto traverso. Questa è la mia formazione.
 
I miei artisti di riferimento sono vari, tra questi, Claude Debussy, Frederick Chopin, Arnold Schönberg, John Cage, la mezzosoprano e compositrice Cathy Berberian, Eartha Kitt, Mia Martini, Miles Davis, Bill Evans, Lennie Tristano, Eric Dolphy, Linton Kwesi Johnson ee "of course" Robert Nesta Marley. Ma la lista sarebbe ancora lunga....
 
Fai anche parte di una compagnia teatrale. Raccontaci di più.
 
Piccoli Principi è la realtà artistica in cui ho operato per tutti questi anni, che nel 2019 compie  40 anni.
Il mio lavoro insieme all'artista poliedrico Alessandro Libertini, fondatore della Compagnia, si è particolarmente interessato alle confluenze tra teatro, arte visiva, musica, scienza e infanzia.
 
Nella scaletta hai proposto molti brani di Bob Marley. Da dove nasce questo rapporto speciale con la sua musica?
 
Accade spesso che la nostra vita sia segnata da un artista che ci accompagna nel quotidiano come nei momenti speciali della nostra vita: è quello che è successo per me con Bob Marley.
 
Un'esperienza individuale e soggettiva che si coniuga alla storia di un popolo, alle sue gioie come alle sue tribolazioni, malgrado la distanza geografica e culturale che ci separa.
 
Ho voluto rendere omaggio a Bob Marley, al musicista come all’uomo, che attraverso la sua opera, ha reso celebre un paese fin a quel momento pressoché inesistente sulla scena internazionale.
 
Nel panorama della musica attuale, è impossibile non fare i conti con quanto Bob Marley ci ha lasciato: un'eredità di ampio respiro culturale in cui generi musicali diversi s'incontrano, dalla musica giamaicana al rock, passando dal soul, dal jazz.
 
Come mai hai deciso di coinvolgere il pubblico con domande "a bruciapelo"? In generale come reagiscono le persone?
 
Trovo molto importante condividere pensieri con le persone: la circolazione delle idee è fondamentale per contribuire a rendere la vita, in questo mondo, migliore per tutti.
 
In generale, la reazione degli spettatori, spettatrici è molto positiva: "interessarsi vuole dire amare", dichiarava il grande musicista Georges Aperghis, e mi sembra che le persone si sentano gradevolmente prese in considerazione.
 
Ricordo sempre che alla fine di uno dei miei concerti su Marley, proposto a Sesto Fiorentino, una signora mi ha detto: “questa sera ci avete fatto sentire ognuno di noi una persona speciale”.
 
Come hai conosciuto Kitchen Wishes? Com'è nata l'idea di un concerto con assaggi sensoriali?
 
Attraverso bei progetti realizzati da Kitchen Wishes che ho seguito con molto interesse.
 
Con Giulia Massimiliani, una delle fondatrici del collettivo culinario, avevamo da tanto il desiderio di fare qualcosa insieme, qualcosa che potesse accostare arte culinaria ad arte teatrale e musicale.
 
Com'è nata la collaborazione con Mad Professor? Alcune basi usate oggi durante il concerto portano la sua firma: una firma di grande prestigio, che ha lavorato con artisti come Massive Attack, Lee Scratch Perry e moli altri.
 
Avevo già fatto un primo progetto strettamente jazz dei pezzi di Marley con un pianista e un contrabbassista, tutti e due di Firenze.
 
Poi, ho incontrato Mad Professor a Londra per proporgli un progetto di registrazione. Ha ascoltato i pezzi e ne è rimasto entusiasta.
 
Mi ha detto che secondo lui, dovevo togliere un po' di jazz e mettere qualcosa che si avvicinasse di più al reggae non tanto nello stile musicale quanto nello spirito: parole sibilline che ho poi interpretato a modo mio.
 
Prossimi progetti in cantiere?
 
Attualmente, sto lavorando ad un progetto sulla canzone d'Amore: canzoni conosciute, in varie lingue, reinterpretate in modo inconsueto.
 
“La ricetta che non c’è” vi dà appuntamento alla prossima avventura di Kitchen Wishes: a presto!
martedì
mar072017

La domenica che non c'è: il racconto della festa

Una giornata di libera improvvisazione a cura di Kitchen Wishes
 
Le ampie vetrate che circondano il fondo che i ragazzi di KW hanno trasformato nel loro “nido d'arte” riempiono di luce le grandi sale. Nell'isola-cucina la magia è già all'opera: si inventano stuzzichini assortiti per coccolare i primi arrivati.
 
Tutto è pronto per accogliere gli ospiti. Fin dall'interno dell'originale montacarichi industriale che fa da ascensore per raggiungere il luogo della festa, la parola d'ordine è condivisione.
Un bicchiere di plastica contiene tanti gessetti colorati, che gli ospiti potranno usare per lasciare un ricordo sulle pareti che vengono svelate dal montacarichi mentre sale... ma chi vuole scrivere o disegnare qualcosa dovrà essere molto veloce!
 
Appena entrati il clima è quello che speravamo di trovare: libertà assoluta di inventare.
Ognuno ha portato qualcosa, un ingrediente a piacere per animare la serata.
Ci sono chitarre, fogli, colori, bolle di sapone. Tutti si dedicano a un'attività a piacere, arrivano ragazzi con cagnolini, famiglie con i bimbi, tutti quanti vengono coinvolti in qualche modo.
 
Niente è obbligatorio: chi vuole si mette a cucinare con le chef, altri preferiscono giocare, chiacchierare, disegnare. Salse, crostini, vari tipi di pasta (al cinghiale, al pesto di carciofi e altro ancora), schiacciatine, ogni pochi minuti qualcosa di nuovo viene portato ai visitatori. Il bello è che nessuno sa cosa verrà cucinato, né chi lo cucinerà: gli ospiti o i cuochi si alternano ai fornelli, appena arriva qualche nuovo partecipante consegna qualcosa in cucina, destinato a diventare parte del menu.
 
Come bambini, ci mettiamo a dipingere fiori mutanti con occhi da cartone animato a quattro, sei mani con matite e pennarelli, sporcandoci di colore.
Giulio, Elena e Giulia alternano momenti di cucina creativa a corse matte soffiando bolle di sapone.
La festa che non c'è diventa così ancora più bella, ancora più festa: “non esserci” la rende più stimolante: nulla di preordinato, tutto condiviso e pensato insieme sul momento.
 
La musica del dj Michael è elegante, sinuosa, ombre di jazz ed elettronica si fondono a suoni moderni che rimbalzano sulle vetrate mentre cala la notte e le luci della città lontana fanno pensare a un attico di New York con vista su Manhattan, a un loft di Los Angeles o a una casa nel deserto, di fronte al bagliore infinito di Las Vegas. Un'illusione, certo, ma aumenta il fascino del luogo.
 
Siamo in provincia di Firenze, ma la creatività che si respira è la stessa che ricordo al defunto Tacheles di Berlino, al palazzo graffitato di Rue du Rivoli a Parigi: posti dove l'arte si mescola alla voglia di divertimento portando la mente lontano.
 
Kitchen Wishes non è solo catering, non è solo cucina, anche se queste sono le sue missioni principali. Kitchen Wishes sparge coriandoli di arte e poesia in ogni evento che organizza, puntando sull'invenzione e sulla curiosità.
 
Un'idea della vita e del proprio lavoro che potrebbe essere riassunta con una bellissima frase del mai troppo compianto David Bowie: "Vi prometto che non sarò mai noioso”.

 

mercoledì
nov302016

Cosmic Wishes a Firenze: evento speciale al Combo!

Un catering spaziale per una notte di jazz cosmico
   
Domenica 4 dicembre alle ore 20.00 il grandissimo trio jazz Yussef Kamaal reduce da una serie di sold out nelle precedenti date del tour, sarà ospite al Combo Social Club i Via Mannelli a Firenze. Un ensemble stellare, composto dal batterista Yussef Dayes e dal polistrumentista e produttore Kamaal Williams.
 
Il duo è autore dell’ispirato cd Black Focus: un’originale fusione tra cosmic jazz, ritmi funk e grime salutata come una “next big thing” del panorama jazz mondiale.
 
Kitchen Wishes avrà il piacere e l’onore di creare piatti pensati appositamente per sposarsi con le sonorità dell’evento: a partire dalle 20.00 sarà possibile cenare sia prima che durante il concerto, per tutta la sua durata, con soli 10 euro!
 
Il nostro Cosmic Catering accompagnerà le ritmiche spezzate e veloci di Yussef Kamaal, unendo tra loro suoni e sapori, in piena sintonia con lo stile Kitchen Wishes.
 
Cosmic Menu
  • Atmosfere orientali di ceci
  • Fusion gulash con riso
  • Funk colorful ratatotuillle
  • Cake Surprise 
Il programma della serata
Prevendite qui
 
Il video trailer del tour di Youssef Kamaal lo trovate qui
 
Dalla prossima settimana torna “la ricetta che non c’è”! Appuntamento a giovedì prossimo!