La ricetta che non c'è

Tanti siti pubblicano ricette, descrivendo punto per punto le dosi, gli ingredienti, la procedura.
Noi non ci riusciamo, soprattutto perché non vogliamo riuscirci.
Per Kitchen Wishes non è possibile separare la singola ricetta, il singolo piatto dal contesto: il pasto

è condivisione, incontro, emozione. Performance.

Una cena, un evento, un matrimonio è un insieme di musica, persone, odori, paesaggi: per noi la

ricetta dovrebbe prevedere tutto questo.

Per esempio: prendi 700 kg di persone (circa una decina...), aggiungi musica indie rock q.b., un
pizzico di magia all'ora del tramonto, una spruzzata di prati in fiore. 
Le nostre ricette potrebbero essere qualcosa del genere. 
Oppure possono addirittura non esserci: la ricetta la fate voi, noi vi raccontiamo la sensazione da

 ottenere, e voi ci mandate la vostra idea, ci raccontate cosa vi ha suggerito il nostro spunto.

Kitchen Wishes, con questa nuova rubrica settimanale, cercherà di raccontare e ricevere racconti di
esperimenti, esplorazioni ardite nel mondo delle possibilità creative che può offrire un evento, un
catering, una cena tra amici, un matrimonio.
Buon viaggio e benvenuti alla "ricetta che non c'è"!

 

 

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giovedì
giu212018

Catering: le regole del gioco

Chi lavora nel settore del catering impara molto presto alcune regole di base, che hanno a che fare con cosa fare e non fare durante un servizio.
 
Ovviamente queste particolari norme possono variare a seconda del tipo di contesto e di impostazione: per esempio, la scelta di Kitchen Wishes di personalizzare completamente il catering senza pacchetti preorganizzati, in contatto costante con il cliente, va in conflitto con alcune delle norme classiche dei caterer, per cui tutto deve essere organizzato perfettamente, con strutture preordinate che "vanno da sole".
 
Nel nostro caso, invece, abbiamo deciso di mettere al centro i desideri di coloro che ci hanno scelto, ragionando un po' come una jazz band, con dei canovacci base su cui improvvisare liberamente.
 
Ma anche per noi, che del caos creativo facciamo una ragion d'essere, alcune regole non cambiano e non possono cambiare.
 
Vediamole insieme.
 
Attenzione alle intolleranze e alle preferenza dei commensali
 
In ogni evento è molto probabile che siano presenti persone con qualche particolarità alimentare: ci saranno senz'altro vegetariani o vegani, è possibile che qualcuno abbia delle intolleranze o allergie a particolari alimenti (una delle più comuni è la celiachia).
 
Un buon caterer non può mai far sentire questi ospiti dei "clienti di serie B": è importantissimo giocare d'anticipo, presentare al committente la lista completa degli ingredienti e sapere se per qualcuno tali ingredienti sono un problema.
 
In tal caso, inventare delle gustose varianti per accontentare tutti gli ospiti.
 
Il cibo non deve mai mancare
 
Il peggior incubo di chi sceglie di affidarsi a un catering è... dover correre a recuperare qualcosa a un take-away cinese perché il cibo non è bastato.
 
In casi del genere, nemmeno fare sostanziosi sconti alla fine potrà salvarvi: il committente vuole che la serata riesca perfettamente, se così non è, il tam-tam e il passaparola (croce e delizia della nostra professione) si ritorceranno contro di noi.
 
Cerca di sapere con chiarezza se ci si aspetta una cena completa o un buffet a finger food, un aperitivo con stuzzichini o una vera abbuffata.
 
Scoprite che tipo di ospiti arriveranno: ci sono contesti in cui sono previste poche, raffinate pietanze e altri in cui si deve seguire codici diversi, improntati a una ruspante e informale abbondanza.
 
La regola degli avanzi
 
Ogni soluzione va bene: gli avanzi possono restare al committente o portati via dai caterer. L'importante è che tutto questo sia estremamente chiaro, per evitare antipatici equivoci.
 
Le ragioni del cliente
 
Se il cliente non vuole capelli verdi o piercing, ha il diritto di chiederlo. Se vuole un dress code preciso, magari per una festa in costume, ha ragione lui. Naturalmente, dovrà essere compito suo procurare gli abiti in casi particolari. Altrimenti, andrà bene lo standard (all white, all black, black and white).
 
Chiarezza sui costi
 
Il preventivo deve essere assolutamente chiaro.
Equivoci sulle cifre lorde o nette vanno evitati in ogni modo.
Chiarite col cliente cosa è da ritenersi incluso nel prezzo e cosa noi, quali sono le eventuali spese extra, le tassazioni e tutto il resto.
 
Non smettere mai di studiare
 
Per realizzare eventi unici, dovete conoscere le tendenze più aggiornate, esplorare ed essere curiosi.
Solo con le antenne dritte riuscirete a mantenere sempre idee creativi, fresche e originali in grado di stupire e soddisfare ogni tipo di cliente, per ogni tipo di evento.
 
Lo studio non finisce a scuola: lo studio è per sempre.
 
Attenzione alla pulizia
 
Bicchieri, posate e piatti devono essere puliti al di là di ogni possibile critica. Non toccate mai il bordo dei bicchieri con le mani.
 
Tutti i clienti sono uguali
 
Siamo esseri umani, certo... e abbiamo le nostre preferenze. Ma in servizio dobbiamo fare in modo da non far sentire mai nessuno a disagio.
 
Far capire chiaramente che vi sta simpatico il tale o il talaltro, o che vi piace il suo look, può essere visto come una critica a qualcun altro dei presenti.
 
Il complimento a un ospite di fronte a un altro può essere sentito come un insulto all'altro.
 
Insomma, niente preferenze per nessuno.
 
Divertitevi!
 
Lo sappiamo, non sempre il lavoro è divertente, e non in tutte le sue fasi.
Ma trovare ragioni di piacere e divertimento in quello che facciamo è fondamentale per la sua riuscita.
 
Si suppone che il caterer ami il cibo e le persone, che gli piaccia organizzare, che provi gioia nel far felice la gente.
 
Se non è così, vuol dire che qualcosa non va... e l'atmosfera della serata ne risentirà.
 
Trova sempre nuovi stimoli per rendere ogni serata unica anche per voi che state lavorando, e vedrete che anche i vostri clienti saranno più soddisfatti.
 
Noi di Kitchen Wishes viviamo la professione come dei bambini alle prese un gioco molto serio.
Un gioco che amiamo tantissimo.
 
Perché mantenendo lo spirito giocoso dell'infanzia (ma anche la serietà con cui giocavamo con i nostri balocchi preferiti, vi ricordate?), unito all'esperienza e all'artigianato accumulati negli anni, possiamo vivere ogni emozione come se fosse la prima, ogni piatto come se non lo avessimo mai cucinato, ogni sorriso di un cliente soddisfatto come la gioia più grande.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è"!
sabato
lug022016

Il racconto del Pink Catering di Kitchen Wishes al Tuscania Festival 2016

Gli alieni del Pianeta Rosa invadono Peccioli!

Kitchen Wishes aveva un sogno nel cassetto: mettersi alla prova nel mondo del cibo da strada, ma nel nostro stile.

 

Volevamo comunicare il nostro modo di vivere il catering, creando cibo in mezzo alla gente e raccontando la filosofia KW: sembrava impossibile, ma è diventato vero.

La nostra scommessa è avvenuta grazie all'invito di Giovanni, che ci ha accolto al Tuscania Festival di Peccioli: la nostra piccola carovana di professionisti si è presentata in piazza e ha inventato il suo "Pianeta Rosa" pieno di momenti da ricordare.
 
Il flusso creativo incontenibile e l'energia che i nostri splendidi collaboratori ci hanno regalato ha trasformato un momento di cibo da strada, facendolo diventare un autentico "cooking show" a vista, sul momento, immerso in una dolce, rosea follia.
 
Creare cose che prima non esistevano.
Non accontentarsi di fare "quanto basta" o "quanto serve".
Giocare con la fantasia.
Grazie a questi presupposti, abbiamo incuriosito e stimolato creatività e divertimento: il pubblico si è ambientato subito nel nostro Pianeta Rosa, e ne è uscito ben nutrito, nel corpo e nello spirito.
 
Elena, Giulia e Giulio ringraziano di cuore coloro che hanno reso possibile questo momento di magia:
prima di tutto Giovanni, organizzatore del festival, per aver creduto nell'ignoto lasciandoci carta bianca (anzi, rosa) e regalandoci la sua fiducia.
 
E ancora, in ordine sparso:
  • Daniele, folle artista che ha trasformato con poche assi di legno, qualche chiodo, un po' di filo e venti metri di carta rosa un gazebo in una chiesa psichedelica che volava con il vento.
  • Italo, generoso e ingegnoso aiutante, sempre pronto a trovare una soluzione
  • Michael, occhi attenti e cuore libero, pronto a giocare
  • Shayan, mani affilate e mente creativa, ha trasformato le nostre crudité di verdure in dei mandala
  • Giovanni, divulgatore di-vino e mescitore di sogni
  • Marco, ammaliatore folle della folla, dispensatore di sorrisi
  • Caterina, pastaia "illuminata", messaggera della filosofia del saper vivere
  • Leonardo, aiutante indomito
  • Sara, instancabile, che ha steso un manto di sorrisi sulla piazza
  • Debora, artista dalle infinite possibilità con le danzatrici in movimento della Compagnia Brick
  • Elena aka La dea del Fritto, luminosa, raggiante, croccante: la piazza era li, per i suoi sacchettini magici. 
Grazie infine al Tuscania Festival e a tutta Peccioli.
Grazie a chi è passato, a chi ha gustato, a chi ha sorriso, a chi ha sognato.