La ricetta che non c'è

Tanti siti pubblicano ricette, descrivendo punto per punto le dosi, gli ingredienti, la procedura.
Noi non ci riusciamo, soprattutto perché non vogliamo riuscirci.
Per Kitchen Wishes non è possibile separare la singola ricetta, il singolo piatto dal contesto: il pasto

è condivisione, incontro, emozione. Performance.

Una cena, un evento, un matrimonio è un insieme di musica, persone, odori, paesaggi: per noi la

ricetta dovrebbe prevedere tutto questo.

Per esempio: prendi 700 kg di persone (circa una decina...), aggiungi musica indie rock q.b., un
pizzico di magia all'ora del tramonto, una spruzzata di prati in fiore. 
Le nostre ricette potrebbero essere qualcosa del genere. 
Oppure possono addirittura non esserci: la ricetta la fate voi, noi vi raccontiamo la sensazione da

 ottenere, e voi ci mandate la vostra idea, ci raccontate cosa vi ha suggerito il nostro spunto.

Kitchen Wishes, con questa nuova rubrica settimanale, cercherà di raccontare e ricevere racconti di
esperimenti, esplorazioni ardite nel mondo delle possibilità creative che può offrire un evento, un
catering, una cena tra amici, un matrimonio.
Buon viaggio e benvenuti alla "ricetta che non c'è"!

 

 

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martedì
lug102018

Cibo e canzoni: quando la musica fa venire appetito

 
Quante canzoni sono state dedicate a generi alimentari? A parte i campi di fragole dei Beatles, sono meno di quello che si potrebbe pensare: abbiamo scelto le più curiose.
 
Stavolta abbiamo voglia di giocare con un argomento che ci è molto caro: la musica.
Il cibo è uno dei motori del mondo.
 
Di poche cose siamo certi: tra queste, che si nasce, si muore, si ama... e nel frattempo dobbiamo mangiare.
Di canzoni di nascita, morte e amore è pieno l'universo... ma di canzoni sul cibo ce ne sono relativamente poche, data l'importanza del tema.
 
Sembra che parlare di pasti non sia così apprezzato, nel mondo della musica.
 
In altre arti non è così: basti pensare al cinema (da "Il pranzo di Babette" a "La grande abbuffata", passando per "Chocolat" e "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno").
 
Non tanti si sono cimentati in canzoni "alimentari"... tra questi abbiamo deciso di selezionare quelli che ci sono sembrati i più curiosi e divertenti.
 
Fragole e tartufi, latte, uova e patate
 
Cominciamo con i santi patroni della musica pop del '900: i Beatles.
Che abbiano un amore speciale per le fragole è evidente ("Strawberry Fields Forever"), ma è meno nota la loro passione per i tartufi, evidente in "Savoy Truffle".
 
Rimanendo sui classici, Sua Maestà Elvis Presley aveva un debole per il latte di mucca appena munto, come dichiara in "Milkcow Blues", mentre un altro grande cantautore, James Taylor, sembra non poter rinunciare alla sua dolce torta di patate ("Sweet Potato Pie").
 
L'amato tubero viene citato (lasciando perdere la musica irlandese, che ne è piuttosto ossessionate per comprensibili ragioni storiche) anche dagli Skunk Anansie in "Charlie Big Potato".
 
Passando alle uova, la discografia è più nutrita: i Genesis li usano come metafora in “As Sure As Eggs Is Eggs”, mentre Tom Waits, probabilmente reduce da una sbronza notturna, magnifica la classica e ipernutriente colazione yankee in "Eggs and Sausage" e gli Smashing Pumpinks, evidentemente immuni dal colesterolo, dedicano un'intera canzone alla maionese ("Mayonaise").
 
Pesce, zuppa, pollo e maiale
 
La cucina di mare è poco considerata nella musica, ed è un peccato. Fanno eccezione i B-52s che parlano di aragoste ("Rock Lobster") e l'italo-islandese Emiliana Torrini che dedica un pezzo al tonno ("Tuna Fish"), ma è poca cosa.
 
Molto più agguerriti (lo avreste mai creduto?) i fan della zuppa: gli Chic, alfieri del funky pop, pubblicano "Soup for One", i punkissimi Dead Kennedys elogiano questo piatto bistrattato in "Soup is good Food" e il cantautore intimista Chris Rea cita un grande classico della cucina britannica: la "Soup of the Day".
 
La carne fa proseliti, dal pollo di Cramps ("Chicken") e Charles Mingus ("Eat that chicken") fino a "Pork Soda" dei Primus, "Hot Pork Sandwiches" di Tanita Tikaram, "Pork Chop Sandwich"degli ZZ Top, "Hamburger Fields" dei Mano Negra e "Hot Dog And A Shake" di David Lee Roth, dimostrando che, tra tutti gli alimenti, il Junk Food è il più rock and roll.
  
Frutta e verdura
 
Virano verso la cucina vegetariana Frank Zappa ("Call Any Vegetable") e i Beach Boys ("Vegetables"), senza dimenticare alcuni nonsense piacevolissimi dedicati a melanzane ("The Eggplant That Ate Chicago" di Dr. West  Medicine Show) e pomodori ("Attack Of THe Killer Tomatoes" di Lewis Lee).
 
Rimanendo su territori più salutari, la frutta è protagonista in "Apples, Peaches, Bananas & Pears" dei Monkees, in "Peaches & Cream" di Beck e nell'epocale "The Lemon Song" dei Led Zeppelin, ma si ritaglia uno spazio anche in Italia grazie a Gianni Morandi ("Banane e lampone").
Del resto anche l'immenso Bob Dylan cede di fronte a un succo d'arancia ("Orange Juice Blues").
 
Dalla pizza al dolce
 
Ma andiamo avanti: l'italianissima pizza è protagonista di brani scritti, tocca ammetterlo, da musicisti non proprio destinati alla fama immortale: "I Am A Pizza" di Peter Alsop
"Pizza And Beer" di Dave Pratt And The Sex Machine Band e "Cold Pizza for Breakfast" di Christine Lavin.
 
Chiudiamo, come da tradizione, col dolce. Insieme ad hamburger e hot dog, decisamente l'articolo più citato nelle canzoni.
Lo ripetiamo: se fa bene non è rock. Dolci e panini imbottiti si prendono la scena, senza alcun dubbio.
 
Sfilano “Cake” dei B-52s, "Candy" dei The Manhattan Transfer, "Candy By The Pound" di Sir Elton John, "Eatin' Ice Cream and Cake" del grande Ray Charles, "Chocolate Cake" dei Crowded House, "Egg Cream" di Lou Reed e il gelato al pepe delle giapponesi Cibo Matto (un nome, una garanzia) di "White Pepper Ice Cream".
 
Lasagna sì lasagna no
 
Concludiamo questa rassegna nel mondo della musica legata al cibo con una precisazione necessaria: buona parte degli ascoltatori di musica ha creduto almeno per un po' che una frase del brano "Me gustas tu" di Manu Chao si riferisse a un piatto tipicamente italiano, la lasagna.
 
La frase incriminata è "Me gusta Malasaña" e si riferisce a un quartiere di Madrid con questo nome.
Nonostante questo, in Italia tuttora questa frase viene interpretata come "Me gusta la lasagna".
 
Spiace dirlo ma, nonostante i tanti aficionados, le lasagne non sono presenti in nessuna canzone, almeno a nostra memoria, esattamente come Rita Pavone non è stata mai citata dai Pink Floyd in "St. Tropez", come lei stessa continua a millantare a seguito di un'erronea interpretazione riportata in un libro molti anni or sono.
 
Ma le leggende urbane, si sa, son dure a morire, e quindi probabilmente incontreremo ancora tra vent'anni persone convinte della passione di Manu Chao per le lasagne e dei Pink Floyd per la simpatica Rita nazionale...
 
A presto, con un'altra golosa puntata della "ricetta che non c'è"

 

giovedì
mag032018

Kitchen Wishes a Fabbrica Europa: cene e aperitivi d'arte

Il nostro catering creativo nel cuore della Firenze contemporanea
 
L'assassino torna sempre sul luogo del delitto.
O, se preferite, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Vabbé, se proprio dobbiamo continuare coi proverbi, non esistono più le mezze stagioni...
 
A parte gli scherzi, ci abbiamo preso gusto, e anche quest'anno Kitchen Wishes sarà alla Stazione Leopolda di Firenze per fare la sua parte: riempirvi di sapori mentre i vostri occhi e le vostre orecchie si colmano di arte e musica.
 
Fabbrica Europa riapre i battenti!
 
Dal 4 al 13 maggio nell'imponente ex-stazione fiorentina si terrà la 25esima edizione di Fabbrica Europa, il più grande evento toscano di linguaggi espressivi contemporanei, con eventi multimediali, artistici e musicali di ogni tipo, ambientato in una location post-industriale davvero unica.
 
Ne citiamo solo due, tanto per dare la misura dell'importanza di quello che vi aspetta: il 4 maggio suonerà Mark Guiliana con il suo Quartet. Si tratta di uno dei più importanti e talentuosi batteristi jazz del mondo, noto tra le altre cose per aver suonato nell'ultimo disco di David Bowie, "Blackstar".
 
Se non bastasse, il 6 sarà la volta di John Parish, tra le altre cose già storico collaboratore di PJ Harvey.
Ed è solo un assaggio degli spettacoli previsti!
 
Un menu che cambia ogni giorno
 
Tornando a Kitchen Wishes, e alla nostra partecipazione, il nostro ruolo sarà ancora una volta sfamare e coccolare artisti e pubblico, curiosi e tecnici.
 
Ci ispireremo anche stavolta al luogo e all'evento, con piatti sani, colorati, gustosi che cambieranno ogni giorno.
 
Libere improvvisazioni da cui partire, con questo canovaccio:
  • Aperitivo del giorno - Combinazione cosmica al piatto
  • Zuppetta fredda o calda a seconda del tempo e della temperatura esterna
  • Sandwich con pane speciale, per vegetariani e non
  • Un primo della tradizione, legato alle ricette delle nostre nonne
  • Un piatto unico dai sapori dell'universo
  • Un dolcetto sempre pronto
Vi aspettiamo alla Stazione Leopolda dal 4 al 13 maggio, dal 18 alle 22, pieni di gioia creativa, energia e... affamati!
martedì
apr032018

La ricetta della rinascita: i tortelli con le erbette di Kitchen Wishes

Un tortello verde dal gusto antico: la nostra proposta per l'inizio della primavera
  
Primavera. Il risveglio dei sensi dopo il lungo letargo invernale.
 
Sono tanti, i cibi che simbolicamente rappresentano la rinascita, la fertilità, il ritorno della natura in tutta la sua potenza.
 
Basti pensare ai piatti di Pasqua più tradizionali, come le uova e il coniglio.
 
Le uova sono il più classico dei simboli di fertilità, come anche il simpatico quadrupede, noto per le sua capacità di riprodursi in grande abbondanza.
 
Del resto, la stessa celebrazione di Pasqua, al di là delle successive stratificazioni religiose (non a caso, anche nel mondo cristiano, legate alla resurrezione), nasce nel mondo pagano come festa di passaggio tra l’inverno e la primavera, tra le tenebre e la luce.
 
Non a caso, il nome inglese per la Pasqua, “Easter”, rimanda direttamente, secondo alcune fonti, al nome della dea babilonese della fertilità, la potentissima Ishtar.
 
La natura si risveglia...
 
Ma a suggerire la nuova nascita della natura non sono solo uova e conigli: per la nostra ricetta primaverile abbiamo scelto le erbette alimentari spontanee (per le quali vi rimandiamo anche a un articolo precedente, che trovate qui).
 
La nostra ricetta dei tortelli prevede, come chi segue Kitchen Wishes ben sa, una buona dose d’improvvisazione: infatti, è difficile sapere che erbette scoveremo!
 
Dal rosolaccio alla borragine agli strigoli agli asparagi selvatici, solo per dirne alcune, le squisite erbe alimentari sono tante e tutte buone, ma è importante conoscerle.  
 
Se proprio non avete voglia di passare una bella giornata di sole a cercarle, magari con un libro che vi aiuti a riconoscerle, potete ripiegare su degli spinaci freschi (non surgelati!), ma vi perderete la scoperta di un sapore quasi dimenticato.
  
L’unica regola del ripieno, a base di erbette e ricotta, è il colore: deve essere verde scuro!
Questo significa usare più erbe e meno ricotta, tanto per sintetizzare. Si devono sentire le erbe, la loro energia, il loro sapore.
 
La ricetta stavolta c’è, ma solo in parte: le regole per fare la pasta fresca non ve le diamo, tanto sono ovunque, in qualsiasi libro o sito di cucina, e sono più o meno sempre le stesse!
 
Tortelli alle erbette
 
Ingredienti per i tortelli (4 persone)
  • 1 kg di farina
  • 4 uova rosse
  • Latte q.b.
  • 1 pizzico di sale se volete consumarli subito. Se volete tenerli in frigo, non lo mettete.
Ingredienti per il ripieno
  • 400 grammi di ricotta
  • Un chilo di erbette
  • Sale e pepe q.b.
Tritare e lessare le erbette, amalgamarle con ricotta, sale e pepe.
Fate la sfoglia con farina, uova e latte, lavorate il tutto e ricavate i tortelli.
Cuocete e infine condite con burro e basilico fresco o, se preferite una soluzione più leggera, olio EVO e basilico fresco.
 
Un piatto semplice e squisito, che unisce la tradizione al piacere della ricerca, con tutto il gusto del primo sole e del ritorno dei sensi. Se vivete in città, vi farà dimenticare traffico e cemento in un colpo solo!
 
Gustatela a occhi chiusi, per assaporare il sapore della campagna, i piatti delle nostre nonne, le radici della Toscana più autentica.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è"!