La ricetta che non c'è

Tanti siti pubblicano ricette, descrivendo punto per punto le dosi, gli ingredienti, la procedura.
Noi non ci riusciamo, soprattutto perché non vogliamo riuscirci.
Per Kitchen Wishes non è possibile separare la singola ricetta, il singolo piatto dal contesto: il pasto

è condivisione, incontro, emozione. Performance.

Una cena, un evento, un matrimonio è un insieme di musica, persone, odori, paesaggi: per noi la

ricetta dovrebbe prevedere tutto questo.

Per esempio: prendi 700 kg di persone (circa una decina...), aggiungi musica indie rock q.b., un
pizzico di magia all'ora del tramonto, una spruzzata di prati in fiore. 
Le nostre ricette potrebbero essere qualcosa del genere. 
Oppure possono addirittura non esserci: la ricetta la fate voi, noi vi raccontiamo la sensazione da

 ottenere, e voi ci mandate la vostra idea, ci raccontate cosa vi ha suggerito il nostro spunto.

Kitchen Wishes, con questa nuova rubrica settimanale, cercherà di raccontare e ricevere racconti di
esperimenti, esplorazioni ardite nel mondo delle possibilità creative che può offrire un evento, un
catering, una cena tra amici, un matrimonio.
Buon viaggio e benvenuti alla "ricetta che non c'è"!

 

 

giovedì
feb152018

Cucina futurista: oltre il cibo, verso l'infinito


Kitchen Wishes vi racconta uno dei momenti più deliranti della storia culinaria, nonché una delle nostre ispirazioni!
 
C'era una volta il futurismo
 
Fu un movimento artistico nato tra le due guerre mondiali, teso a scardinare tutte le certezze e le convinzioni dell'arte dell'epoca, permeato di giovanilismo, entusiasmo per la velocità, per le botte e per gli schianti, per tutto quello che era caos, rumore e creatività. 
 
Il suo massimo pensatore, Filippo Tommaso Marinetti, si occupò di ogni settore della conoscenza, spesso in modo eccessivo e talvolta discutibile. Tra i primi, si dedicò anche alla cucina intesa come forma d'arte totale. Il suo sforzo in merito resta, come minimo, uno dei momenti più divertenti nell'ambito culinario di tutti i tempi.
 
Il Manifesto della Cucina Futurista 
 
Nel "Manifesto della Cucina Futurista" il Marinetti abolì, nell'ordine, la pasta, la forchetta, il coltello e i condimenti. Cercò di creare sapori del tutto innovativi (per quanto spesso poco commestibili) e, gli sia dato merito, tentò azzardati accostamenti tra cibo, musica, profumi e sensazioni.
 
I Futuristi inventarono una serie di ricette ancor oggi irresistibili a partire dai nomi. Si va dal "Carneplastico" al "Brodo solare", fino all'incredibile (e immangiabile) "Porco eccitato".
 
Al di là dei risultati, la tendenza a unire e accostare mondi diversi ce li rende particolarmente simpatici...
anche se per nessun motivo al mondo rinunceremmo a un piatto di pasta.
  
Il Manifesto è un documento esilarante, che unisce il linguaggio epico e muscolare, tipico del Ventennio, a una verve comica non sappiamo quanto volontaria. Un esempio? 
 
"Prepariamo un'agilità di corpi italiani adatti ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio". 
 
Immaginatelo con la voce dei cinegiornali del Ventennio, in stile "Fascisti su Marte": l'effetto è irresistibile.
 
L'eredità dei cuochi Futuristi 
 
Tra i punti che non possiamo condividere, il "quotidianismo mediocrista nei piaceri del palato". Lo ammettiamo, a costo di sembrare "mediocristi": i piaceri del palato ci piacciono
 
Su alcune cose però i Futuristi avevano ragione: la ricerca dell'originalità, dall'apparecchiatura ai colori del cibo, la voglia di sperimentare, l'uso di tecnologie all'avanguardia per cucinare, la diffusione di essenze in grado di trasformare ancor più in "esperienza" il pasto, l'utilizzo della musica come compagna della degustazione, l'eliminazione della politica a tavola (niente distrae maggiormente dal piacere del cibo...). 
 
Una lezione che tutti gli appassionati di catering creativo e contemporaneo hanno fatta propria, dopo averla "ripulita" degli accenti enfatici e spesso grotteschi delle origini!
 
Kitchen Wishes e la cucina futurista
 
I futuristi immaginavano di accostare tra loro gli elementi più improbabili: fragola e aringa, banana e groviera, vitello e assenzio, per dirne alcuni. Inserivano nel menu piatti con condimenti a base di kerosene (che speriamo non siano mai stati, se non realizzati, almeno degustati...) e, in generale, spingevano la loro provocazione all'estremo. 
 
Noi di Kitchen Wishes abbiamo deciso di raccontarvi qualcosa su questa banda di folli perché il loro furore inventivo ci è stato sempre di spunto e ispirazione: chissà, magari prima o poi vi proporremo qualcosa di più direttamente riferito alla loro esperienza.
 
Naturalmente, poiché ci teniamo al vostro godimento e alla vostra salute, ne interpreteremo solo lo spirito, senza avvicinarci ai loro eccessi. Per capirci, niente benzina nei piatti!
 
Per finire: la colonna sonora!
 
Tra le opere che devono qualcosa all'ingegno delirante dei Futuristi, sicuramente va annoverato il secondo album solista di Mike Patton, già mente creativa dei Faith No More, uscito nel 1997 col titolo di "Pranzo oltranzista". 
 
Dichiarato omaggio alla bizzarra idea di cucina di quegli anni discutibili ma sicuramente creativi, annovera titoli deliziosi come "Elettricità Atmosferiche Candite", "Carne Cruda Squarciata dal Suono di Sassofono", "Garofani allo Spiedo", "Aerovivanda" e "Scoppioingola", tutti rigorosamente in italiano con traduzione a fronte in inglese. 
 
Da storici appassionati della musica di Mr. Patton, non possiamo che consigliarne l'ascolto... specificando però fin da subito che è oltranzista di nome e di fatto: si tratta di un disco alquanto estremo e sperimentale, in perfetta coerenza con i cuochi Futuristi. In assoluto i più matti e deliranti tra gli sperimentatori culinari italiani... ma senza dubbio tra i più stimolanti. 
 
 
Se vi è piaciuto questo articolo, continuate a seguirci: vi diamo appuntamento al più presto per la prossima puntata de "La ricetta che non c'è"
mercoledì
gen242018

Cercasi direttore emotivo di sala... in stile Kitchen Wishes!


Questa è un'offerta di lavoro, anche se non sembra!
 
Kitchen Wishes è catering, ma non solo: per noi la cucina e l'organizzazione dell'evento è performance empatica, momento unico da creare con una cura estrema per tutti gli aspetti.
  
Collaboriamo con artisti, musicisti, stilisti, parrucchieri, scenografi, scrittori, per poter coprire ogni aspetto della creazione di qualcosa che, nella nostra visione, è una piccola opera d'arte, come ogni momento indimenticabile dovrebbe essere.
 
Per noi questo è il senso di un catering attuale, creativo, contemporaneo.
  
Per Kitchen Wishes lo staff è tutto. Non imponiamo un canone, ma scegliamo persone che possano "recitare" se stesse sulla scena dell'evento che stiamo organizzando.
 
Il gruppo di lavoro è un'orchestra, ogni strumento ha il suo peso. Il primo violino non è niente senza l'oboe, il pianoforte, il timpano. Ma ogni orchestra deve avere un direttore, che coordini la piccola magia e la renda possibile.
 
Quello che stiamo cercando ora è una sorta di "direttore emotivo", pronto a guidare la sua compagnia di artisti in ogni tipo di situazione e performance, dalle tavole da gran gourmet fino alle feste paesane.
 
Perché ogni catering è una storia a sé, in particolare il nostro, che si basa sulla costante interazione col committente per riuscire a raccontare una storia che gli somigli più possibile.
  
Se vuoi candidarti a essere il nostro "direttore emotivo", le regole sono semplici.
 
Eventi, catering, matrimoni, cene, compleanni: questo è il nostro campo da gioco.
 
La nostra cucina si basa sulla valorizzazione dei desideri e dei ricordi dei nostri commensali.
 
Ci piace rendere unico e originale ogni evento, dribblando la solita, vecchia paura: “è impossibile, non si può fare”. Sbagliato: si può fare. Si può sempre fare.
 
Non abbiamo paura di fare cose che non esistono, non offriamo pacchetti o prodotti predefiniti da comprare. Ascolto ed empatia sono le colonne del nostro lavoro.
  
Il lavoro non è solo denaro. Ogni ora che dedichiamo al lavoro è un’ora dedicata noi stessi, alle persone che ci sono vicine. A creare benessere.
 
Cerchiamo di rendere ogni giorno un momento perfetto, squisito, ricco di sapori ed emozioni memorabili. Non solo per i nostri committenti, ma anche e soprattutto per noi.
 
Con queste regole ci siamo formati. Siamo convinti che organizzare un evento preveda, certo, un’organizzazione precisa ed efficiente della festa, ma anche la capacità di inventare un mondo magico, visionario, ricco di fantasia e passione.
 
Ti proponiamo un lavoro duro, ma ti offriamo anche un campo di gioco dove la tua creatività sarà sempre la benvenuta, dove non ti sarà mai chiesto di essere diverso da ciò che sei.
 
Se ti sei riconosciuto in queste righe, se hai voglia di giocare con noi, contattaci.
 
Il momento giusto è ora: Kitchen Wishes ti aspetta!
domenica
dic312017

Buon Anno da Kitchen Wishes!

  

 
Il nostro augurio per il 2018
 
"Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori. Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state facendo qualcosa.
Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi e il mio augurio per me stesso. Fate nuovi errori. Fate gloriosi, stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. Qualunque cosa abbiate paura di fare, fatela. Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre" (Neil Gaiman)
 
Oggi "La ricetta che non c'è" non parlerà né di cibo, né di catering, né di matrimoni.
Oggi parliamo di tempo, di felicità e di errori.
 
Il tempo che sembra infinito, e invece dura quanto la pipì di una farfalla, per parafrasare il mitico Groucho di Dylan Dog.
 
La felicità che cerchiamo come se fosse un traguardo finale, mentre invece è nascosta nel percorso, nella strada su cui corriamo frenetici, spesso senza nemmeno guardarci intorno.
 
Gli errori che cerchiamo disperatamente di non fare, senza pensare che sono i nostri migliori amici.
 
Chi, come noi, nella vita ha deciso di cucinare sa benissimo che dietro ogni piatto riuscito ce ne sono decine di sbagliati: quelli su cui abbiamo imparato.
  
Un cuoco che ha paura di sbagliare continuerà a fare uova al tegamino per tutta la vita...
  
Grazie agli errori scopriamo noi stessi. Scoprendo noi stessi ci rendiamo conto del sentiero che stiamo percorrendo. Percorrerlo ci renderà felici e ci salverà dal tempo, rendendo ogni attimo degno di essere vissuto, e ogni giorno un passo avanti in più.
 
Questa è l'unica ricetta che conosciamo, alla fine.
 
L'unica che cerchiamo di mettere sempre in tavola, non solo il 1° Gennaio del 2018, ma tutti i giorni.
 
Un meraviglioso Nuovo Anno a tutti da Kitchen Wishes!

 

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