La ricetta che non c'è

Tanti siti pubblicano ricette, descrivendo punto per punto le dosi, gli ingredienti, la procedura.
Noi non ci riusciamo, soprattutto perché non vogliamo riuscirci.
Per Kitchen Wishes non è possibile separare la singola ricetta, il singolo piatto dal contesto: il pasto

è condivisione, incontro, emozione. Performance.

Una cena, un evento, un matrimonio è un insieme di musica, persone, odori, paesaggi: per noi la

ricetta dovrebbe prevedere tutto questo.

Per esempio: prendi 700 kg di persone (circa una decina...), aggiungi musica indie rock q.b., un
pizzico di magia all'ora del tramonto, una spruzzata di prati in fiore. 
Le nostre ricette potrebbero essere qualcosa del genere. 
Oppure possono addirittura non esserci: la ricetta la fate voi, noi vi raccontiamo la sensazione da

 ottenere, e voi ci mandate la vostra idea, ci raccontate cosa vi ha suggerito il nostro spunto.

Kitchen Wishes, con questa nuova rubrica settimanale, cercherà di raccontare e ricevere racconti di
esperimenti, esplorazioni ardite nel mondo delle possibilità creative che può offrire un evento, un
catering, una cena tra amici, un matrimonio.
Buon viaggio e benvenuti alla "ricetta che non c'è"!

 

 

venerdì
apr202018

10 cose da non fare mai in cucina

 
10 buoni consigli di Kitchen Wishes sui peggiori errori da evitare ai fornelli
 
La cucina... il regno di Kitchen Wishes!
 
Croce e delizia di tantissimi cuochi dilettanti e professionisti che si ingegnano a cucinare per lavoro o per piacere, in cerca del proprio linguaggio e della propria dimensione.
 
Oggi abbiamo voglia di darvi qualche dritta base... ma visto che questa rubrica si chiama "La ricetta che non c'è", riteniamo in tema dirvi, anziché cosa fare, cosa non fare mai quando ci si mette ai fornelli.
 
Ecco la nostra top ten di cose da evitare a ogni costo!
 
1. Fare quello che non ci sentiamo di fare
La cucina è anche questione di "pelle". Se un particolare piatto non lo sentiamo proprio nelle nostre corde, meglio evitare e trovare qualcosa altro, anziché accanirsi e farsi travolgere dalla frustrazione, con il risultato di perdere un po' di amore per la cucina.
 
2. "Lessare" la bistecca
Sarà che siamo toscani, sarà che per noi la bistecca o è al sangue o non è... ma la bistecca troppo cotta (anche se la chiamate "ben cotta") è un'offesa al decoro e all'arte culinaria. Poi, ovviamente, i gusti son gusti. Ah, un'altra cosa: prima di tagliare la carne, fatela riposare!
 
3. Cuocere il pesto
Abbiamo delle splendide linguine e un ottimo pesto fatto in casa. Non serve altro. Quando la pasta è cotta, scolarla e aggiungere il pesto "a crudo". Buttarlo in padella significa solamente farlo diventare nero e amaro. E a noi piace verde brillante.
 
4. Salare troppo
L'ideale sarebbe "salare il giusto", ma non sempre vi riuscirà. Anche perché il giusto è spesso soggettivo. Un modo di dire mai troppo lodato dice che il sale si può sempre aggiungere, ma toglierlo è difficile. Seguite questo principio quanto possibile... e siate moderati.
 
5. Buttare la pasta quando l'acqua non bolle
Regole di base, certo... ma sempre meglio ricordarle. La pasta si butta quando le bollicine saltano felici nell'acqua bollente, non un istante prima.
 
6. Mettere la roba sul fuoco e dimenticarla
Non dovrebbe essere necessario, ma meglio ricordarlo: in cucina è necessario tenere d'occhio tutto.
Lasciare al suo destino una pentola è sempre, o quasi, un comportamento rischioso. Dall'acqua che va di fuori alla pentola bruciata, dalla pietanza carbonizzata... all'incendio.
 
7. Usare i coltelli sbagliati
Per ogni alimento c'è il suo coltello... e poi c'è quel tipo di coltello che non va bene per nessun alimento: quello che "cuce". Un coltello che cuce non è buono a niente e renderà la vostra giornata da cuochi un inferno. Un'altra nota sui coltelli: quelli da cucina non vanno mai messi in lavatrice, ma lavati a mano.
 
8. Non aspettare che il forno arrivi alla temperatura giusta
Errore comunissimo: intanto che si aspetta, si butta la pietanza in forno. Sbagliato: il cibo entra in forno solo quando la temperatura è già quella giusta.
 
9. Fare dolci improvvisando
La cucina è l'arte dell'invenzione, il mondo della creatività, in cui tutto è possibile... con un'eccezione: i dolci. Con i dolci non si scherza.
 
Non c'è spazio per la vostra opinione: le ricette sono codificate - talvolta da secoli - da maestri dell'arte pasticcera, a volte da secoli, e non si possono fare "a modo mio" variando le dosi a occhio.
 
Non vi verrà fuori una "variante", ma una schifezza.
 
Avete presente le istruzioni per montare i mobili dell'Ikea? Avete notato cosa succede se vi azzardate a cambiare la sequenza anche solo di un passaggio? Ecco, è la stessa cosa.
 
10. Non assaggiare e non toccare il cibo
 
In cucina ci si sporca le mani. In cucina si assaggia tutto. Non è un posto per schizzinosi.
Senza un rapporto fisico, carnale tra il cibo e chi lo crea, senza che tutti i sensi vengano coinvolti, non ci sarà mai buona cucina.
 
La vista, l'udito e l'odorato da soli non bastano, ci vogliono necessariamente i due sensi che più vengono messi in gioco dal cibo: il tatto e il gusto.
 
Mettete "le mani in pasta", se volete scoprire la giusta consistenza di una polpetta o di una grigliata. Assaggiate sempre tutto, imparerete a distinguere le sfumature, il troppo, il troppo poco.
In cucina si torna bambini, ci si sporca, mescoliamo colori e sapori.
 
Vogliamo mettere, come undicesimo punto, un consiglio "in positivo": amate quello che state facendo. Il sapore migliorerà: è scientifico.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è!"
giovedì
apr122018

Incantesimo di primavera: la panzanella verde

 
Invochiamo la primavera con la panzanella verde di Kitchen Wishes!
  
Aspettiamo il sole, le giornate lunghe, le passeggiate nella natura.
Ma soprattutto, non ne possiamo più di tutta questa umidità.
Non potrà piovere per sempre!
 
Per portarci avanti, visto che la bella stagione tarda ad arrivare, abbiamo deciso di evocare la primavera con una ricetta fresca, piena di verde e di sapori perfetti per le giornate che speriamo siano imminenti.
  
Ecco il nostro incantesimo, il nostro momento di magia positiva, la nostra danza del sole.
 
Breve storia della panzanella
 
La panzanella ha origini molto antiche, ne accenna anche Boccaccio nel Decameron, ed è un piatto tipico del centro Italia. Ce ne sono molte versioni (la nostra è l'ultima di una lunga serie), ma l'atto di nascita è semplicissimo: bagnare del pane secco, condirlo e unire le verdure dell'orto.
 
Una pietanza povera, contadina, fatta per non sprecare il pane
 
Per quanto riguarda l'origina del nome, è dubbia. Alcuni ritengono che venga dall'unione delle parole "pane" e "zanella" che significava zuppiera, mentre secondo altre fonti è una derivazione del termine "panzana" che in antico significava "pappa", anche se ha poi assunto il significato di "bugia".
 
Quel che conta, comunque, è che la bontà di questa leccornia saporitissima non è affatto una menzogna. La panzanella ha superato i secoli ed è giunta fino a noi in tutta la sua squisitezza!
 
Panzanella verde - Incantesimo di primavera
 
A questo punto, non c'è bisogno di altre parole: è il momento di scoprire questa esplosione di verde primaverile, tutta da assaporare!
 
Ingredienti
  • Fave fresche
  • Piselli freschi
  • Asparagi tagliati per obliquo abbastanza sottili
  • Pomodori verdi
  • Cipollotti freschi sottili
  • Basilico e menta in foglie
  • Olio, sale, pepe e aceto
  • Dadini di pane nero tostato con sale e un goccio d'olio
Comporre gli ingredienti secondo il proprio istinto e la propria creatività... e degustarla invocando il sole.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è"
martedì
apr032018

La ricetta della rinascita: i tortelli con le erbette di Kitchen Wishes

Un tortello verde dal gusto antico: la nostra proposta per l'inizio della primavera
  
Primavera. Il risveglio dei sensi dopo il lungo letargo invernale.
 
Sono tanti, i cibi che simbolicamente rappresentano la rinascita, la fertilità, il ritorno della natura in tutta la sua potenza.
 
Basti pensare ai piatti di Pasqua più tradizionali, come le uova e il coniglio.
 
Le uova sono il più classico dei simboli di fertilità, come anche il simpatico quadrupede, noto per le sua capacità di riprodursi in grande abbondanza.
 
Del resto, la stessa celebrazione di Pasqua, al di là delle successive stratificazioni religiose (non a caso, anche nel mondo cristiano, legate alla resurrezione), nasce nel mondo pagano come festa di passaggio tra l’inverno e la primavera, tra le tenebre e la luce.
 
Non a caso, il nome inglese per la Pasqua, “Easter”, rimanda direttamente, secondo alcune fonti, al nome della dea babilonese della fertilità, la potentissima Ishtar.
 
La natura si risveglia...
 
Ma a suggerire la nuova nascita della natura non sono solo uova e conigli: per la nostra ricetta primaverile abbiamo scelto le erbette alimentari spontanee (per le quali vi rimandiamo anche a un articolo precedente, che trovate qui).
 
La nostra ricetta dei tortelli prevede, come chi segue Kitchen Wishes ben sa, una buona dose d’improvvisazione: infatti, è difficile sapere che erbette scoveremo!
 
Dal rosolaccio alla borragine agli strigoli agli asparagi selvatici, solo per dirne alcune, le squisite erbe alimentari sono tante e tutte buone, ma è importante conoscerle.  
 
Se proprio non avete voglia di passare una bella giornata di sole a cercarle, magari con un libro che vi aiuti a riconoscerle, potete ripiegare su degli spinaci freschi (non surgelati!), ma vi perderete la scoperta di un sapore quasi dimenticato.
  
L’unica regola del ripieno, a base di erbette e ricotta, è il colore: deve essere verde scuro!
Questo significa usare più erbe e meno ricotta, tanto per sintetizzare. Si devono sentire le erbe, la loro energia, il loro sapore.
 
La ricetta stavolta c’è, ma solo in parte: le regole per fare la pasta fresca non ve le diamo, tanto sono ovunque, in qualsiasi libro o sito di cucina, e sono più o meno sempre le stesse!
 
Tortelli alle erbette
 
Ingredienti per i tortelli (4 persone)
  • 1 kg di farina
  • 4 uova rosse
  • Latte q.b.
  • 1 pizzico di sale se volete consumarli subito. Se volete tenerli in frigo, non lo mettete.
Ingredienti per il ripieno
  • 400 grammi di ricotta
  • Un chilo di erbette
  • Sale e pepe q.b.
Tritare e lessare le erbette, amalgamarle con ricotta, sale e pepe.
Fate la sfoglia con farina, uova e latte, lavorate il tutto e ricavate i tortelli.
Cuocete e infine condite con burro e basilico fresco o, se preferite una soluzione più leggera, olio EVO e basilico fresco.
 
Un piatto semplice e squisito, che unisce la tradizione al piacere della ricerca, con tutto il gusto del primo sole e del ritorno dei sensi. Se vivete in città, vi farà dimenticare traffico e cemento in un colpo solo!
 
Gustatela a occhi chiusi, per assaporare il sapore della campagna, i piatti delle nostre nonne, le radici della Toscana più autentica.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è"!