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giovedì
giu212018

Catering: le regole del gioco

Chi lavora nel settore del catering impara molto presto alcune regole di base, che hanno a che fare con cosa fare e non fare durante un servizio.
 
Ovviamente queste particolari norme possono variare a seconda del tipo di contesto e di impostazione: per esempio, la scelta di Kitchen Wishes di personalizzare completamente il catering senza pacchetti preorganizzati, in contatto costante con il cliente, va in conflitto con alcune delle norme classiche dei caterer, per cui tutto deve essere organizzato perfettamente, con strutture preordinate che "vanno da sole".
 
Nel nostro caso, invece, abbiamo deciso di mettere al centro i desideri di coloro che ci hanno scelto, ragionando un po' come una jazz band, con dei canovacci base su cui improvvisare liberamente.
 
Ma anche per noi, che del caos creativo facciamo una ragion d'essere, alcune regole non cambiano e non possono cambiare.
 
Vediamole insieme.
 
Attenzione alle intolleranze e alle preferenza dei commensali
 
In ogni evento è molto probabile che siano presenti persone con qualche particolarità alimentare: ci saranno senz'altro vegetariani o vegani, è possibile che qualcuno abbia delle intolleranze o allergie a particolari alimenti (una delle più comuni è la celiachia).
 
Un buon caterer non può mai far sentire questi ospiti dei "clienti di serie B": è importantissimo giocare d'anticipo, presentare al committente la lista completa degli ingredienti e sapere se per qualcuno tali ingredienti sono un problema.
 
In tal caso, inventare delle gustose varianti per accontentare tutti gli ospiti.
 
Il cibo non deve mai mancare
 
Il peggior incubo di chi sceglie di affidarsi a un catering è... dover correre a recuperare qualcosa a un take-away cinese perché il cibo non è bastato.
 
In casi del genere, nemmeno fare sostanziosi sconti alla fine potrà salvarvi: il committente vuole che la serata riesca perfettamente, se così non è, il tam-tam e il passaparola (croce e delizia della nostra professione) si ritorceranno contro di noi.
 
Cerca di sapere con chiarezza se ci si aspetta una cena completa o un buffet a finger food, un aperitivo con stuzzichini o una vera abbuffata.
 
Scoprite che tipo di ospiti arriveranno: ci sono contesti in cui sono previste poche, raffinate pietanze e altri in cui si deve seguire codici diversi, improntati a una ruspante e informale abbondanza.
 
La regola degli avanzi
 
Ogni soluzione va bene: gli avanzi possono restare al committente o portati via dai caterer. L'importante è che tutto questo sia estremamente chiaro, per evitare antipatici equivoci.
 
Le ragioni del cliente
 
Se il cliente non vuole capelli verdi o piercing, ha il diritto di chiederlo. Se vuole un dress code preciso, magari per una festa in costume, ha ragione lui. Naturalmente, dovrà essere compito suo procurare gli abiti in casi particolari. Altrimenti, andrà bene lo standard (all white, all black, black and white).
 
Chiarezza sui costi
 
Il preventivo deve essere assolutamente chiaro.
Equivoci sulle cifre lorde o nette vanno evitati in ogni modo.
Chiarite col cliente cosa è da ritenersi incluso nel prezzo e cosa noi, quali sono le eventuali spese extra, le tassazioni e tutto il resto.
 
Non smettere mai di studiare
 
Per realizzare eventi unici, dovete conoscere le tendenze più aggiornate, esplorare ed essere curiosi.
Solo con le antenne dritte riuscirete a mantenere sempre idee creativi, fresche e originali in grado di stupire e soddisfare ogni tipo di cliente, per ogni tipo di evento.
 
Lo studio non finisce a scuola: lo studio è per sempre.
 
Attenzione alla pulizia
 
Bicchieri, posate e piatti devono essere puliti al di là di ogni possibile critica. Non toccate mai il bordo dei bicchieri con le mani.
 
Tutti i clienti sono uguali
 
Siamo esseri umani, certo... e abbiamo le nostre preferenze. Ma in servizio dobbiamo fare in modo da non far sentire mai nessuno a disagio.
 
Far capire chiaramente che vi sta simpatico il tale o il talaltro, o che vi piace il suo look, può essere visto come una critica a qualcun altro dei presenti.
 
Il complimento a un ospite di fronte a un altro può essere sentito come un insulto all'altro.
 
Insomma, niente preferenze per nessuno.
 
Divertitevi!
 
Lo sappiamo, non sempre il lavoro è divertente, e non in tutte le sue fasi.
Ma trovare ragioni di piacere e divertimento in quello che facciamo è fondamentale per la sua riuscita.
 
Si suppone che il caterer ami il cibo e le persone, che gli piaccia organizzare, che provi gioia nel far felice la gente.
 
Se non è così, vuol dire che qualcosa non va... e l'atmosfera della serata ne risentirà.
 
Trova sempre nuovi stimoli per rendere ogni serata unica anche per voi che state lavorando, e vedrete che anche i vostri clienti saranno più soddisfatti.
 
Noi di Kitchen Wishes viviamo la professione come dei bambini alle prese un gioco molto serio.
Un gioco che amiamo tantissimo.
 
Perché mantenendo lo spirito giocoso dell'infanzia (ma anche la serietà con cui giocavamo con i nostri balocchi preferiti, vi ricordate?), unito all'esperienza e all'artigianato accumulati negli anni, possiamo vivere ogni emozione come se fosse la prima, ogni piatto come se non lo avessimo mai cucinato, ogni sorriso di un cliente soddisfatto come la gioia più grande.
 
Appuntamento alla prossima puntata de "La ricetta che non c'è"!

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