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giovedì
feb152018

Cucina futurista: oltre il cibo, verso l'infinito


Kitchen Wishes vi racconta uno dei momenti più deliranti della storia culinaria, nonché una delle nostre ispirazioni!
 
C'era una volta il futurismo
 
Fu un movimento artistico nato tra le due guerre mondiali, teso a scardinare tutte le certezze e le convinzioni dell'arte dell'epoca, permeato di giovanilismo, entusiasmo per la velocità, per le botte e per gli schianti, per tutto quello che era caos, rumore e creatività. 
 
Il suo massimo pensatore, Filippo Tommaso Marinetti, si occupò di ogni settore della conoscenza, spesso in modo eccessivo e talvolta discutibile. Tra i primi, si dedicò anche alla cucina intesa come forma d'arte totale. Il suo sforzo in merito resta, come minimo, uno dei momenti più divertenti nell'ambito culinario di tutti i tempi.
 
Il Manifesto della Cucina Futurista 
 
Nel "Manifesto della Cucina Futurista" il Marinetti abolì, nell'ordine, la pasta, la forchetta, il coltello e i condimenti. Cercò di creare sapori del tutto innovativi (per quanto spesso poco commestibili) e, gli sia dato merito, tentò azzardati accostamenti tra cibo, musica, profumi e sensazioni.
 
I Futuristi inventarono una serie di ricette ancor oggi irresistibili a partire dai nomi. Si va dal "Carneplastico" al "Brodo solare", fino all'incredibile (e immangiabile) "Porco eccitato".
 
Al di là dei risultati, la tendenza a unire e accostare mondi diversi ce li rende particolarmente simpatici...
anche se per nessun motivo al mondo rinunceremmo a un piatto di pasta.
  
Il Manifesto è un documento esilarante, che unisce il linguaggio epico e muscolare, tipico del Ventennio, a una verve comica non sappiamo quanto volontaria. Un esempio? 
 
"Prepariamo un'agilità di corpi italiani adatti ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio". 
 
Immaginatelo con la voce dei cinegiornali del Ventennio, in stile "Fascisti su Marte": l'effetto è irresistibile.
 
L'eredità dei cuochi Futuristi 
 
Tra i punti che non possiamo condividere, il "quotidianismo mediocrista nei piaceri del palato". Lo ammettiamo, a costo di sembrare "mediocristi": i piaceri del palato ci piacciono
 
Su alcune cose però i Futuristi avevano ragione: la ricerca dell'originalità, dall'apparecchiatura ai colori del cibo, la voglia di sperimentare, l'uso di tecnologie all'avanguardia per cucinare, la diffusione di essenze in grado di trasformare ancor più in "esperienza" il pasto, l'utilizzo della musica come compagna della degustazione, l'eliminazione della politica a tavola (niente distrae maggiormente dal piacere del cibo...). 
 
Una lezione che tutti gli appassionati di catering creativo e contemporaneo hanno fatta propria, dopo averla "ripulita" degli accenti enfatici e spesso grotteschi delle origini!
 
Kitchen Wishes e la cucina futurista
 
I futuristi immaginavano di accostare tra loro gli elementi più improbabili: fragola e aringa, banana e groviera, vitello e assenzio, per dirne alcuni. Inserivano nel menu piatti con condimenti a base di kerosene (che speriamo non siano mai stati, se non realizzati, almeno degustati...) e, in generale, spingevano la loro provocazione all'estremo. 
 
Noi di Kitchen Wishes abbiamo deciso di raccontarvi qualcosa su questa banda di folli perché il loro furore inventivo ci è stato sempre di spunto e ispirazione: chissà, magari prima o poi vi proporremo qualcosa di più direttamente riferito alla loro esperienza.
 
Naturalmente, poiché ci teniamo al vostro godimento e alla vostra salute, ne interpreteremo solo lo spirito, senza avvicinarci ai loro eccessi. Per capirci, niente benzina nei piatti!
 
Per finire: la colonna sonora!
 
Tra le opere che devono qualcosa all'ingegno delirante dei Futuristi, sicuramente va annoverato il secondo album solista di Mike Patton, già mente creativa dei Faith No More, uscito nel 1997 col titolo di "Pranzo oltranzista". 
 
Dichiarato omaggio alla bizzarra idea di cucina di quegli anni discutibili ma sicuramente creativi, annovera titoli deliziosi come "Elettricità Atmosferiche Candite", "Carne Cruda Squarciata dal Suono di Sassofono", "Garofani allo Spiedo", "Aerovivanda" e "Scoppioingola", tutti rigorosamente in italiano con traduzione a fronte in inglese. 
 
Da storici appassionati della musica di Mr. Patton, non possiamo che consigliarne l'ascolto... specificando però fin da subito che è oltranzista di nome e di fatto: si tratta di un disco alquanto estremo e sperimentale, in perfetta coerenza con i cuochi Futuristi. In assoluto i più matti e deliranti tra gli sperimentatori culinari italiani... ma senza dubbio tra i più stimolanti. 
 
 
Se vi è piaciuto questo articolo, continuate a seguirci: vi diamo appuntamento al più presto per la prossima puntata de "La ricetta che non c'è"

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